Serie D

di FEDERICO FICARRA

Il termine “baracca” nasce per indicare una costruzione a carattere provvisorio, generalmente di legno. In seguito al terremoto del 1908, a Messina vennero costruiti interi quartieri in legno, grazie a rifornimenti di legname provenienti dall’America, che vennero utilizzati come rifugio momentaneo per i terremotati rimasti senza casa. Il piano regolatore della nuova città fu redatto da Luigi Borzì e pubblicato nel 1911. La ricostruzione di Messina ebbe inizio nel 1925 grazie ad una legge speciale emanata da Mussolini, i lavori si conclusero nel 1942, in piena guerra. I martellanti bombardamenti danneggiarono il 94% degli edifici cittadini: da qui l’urgenza di realizzare nuovi alloggi, estremamente economici, ove ancora oggi vivono migliaia di Messinesi. Tra essi il rione Taormina, un villaggio di case in muratura, di un solo piano, realizzate mediante l’uso di materiali tossici come l’eternit. La speranza dei cittadini di ambire all’assegnazione di un alloggio popolare, provocò un’elevata diffusione dell’uso di questo tipo di edilizia. Al giorno d’oggi si contano oltre 3.500 vani censiti: la conseguenza di tutto ciò è un’emergenza sanitaria impellente e molto grave, in un contesto familiare pieno di bambini e anziani.