Malattia mobile

di GABRIELE PUGLISI

Heminguay chiamava Parigi ‘‘una festa mobile’’. Milano, come tutte le citta del mondo e stata colpita dal Corona Virus, ma c’e una malattia che ha colpito dapprima le varie citta del mondo: l’incuranza. Le mascherine, come i guanti, non sono solo un rischio ambientale, secondo Legambiente sarebbero circa 70mila tonnellate annue che diventano quindi lo 0,23% dei rifiuti urbani smaltiti in Italia. Il dato potrebbe crescere fino a 300 mila (dati Ispra). Oltre al problema delle microplastiche (anche in mare) a preoccupare sono i prodotti chimici utilizzati per la produzione di questi dispositivi medici. Ad esempio c’e l’acido perfluoroottanoico (PFOA), appartenente al gruppo degli PFAS che e un agente chimico con proprieta repellenti, (vietato a livello globale dalla conferenza di Stoccolma, ma concesso per uso sanitario) altro prodotto che potrebbe preoccupare sono gli ftalati, in uso per profotti in PVC come ad esempio i guanti.

Il grande rischio e che quando questi dispositivi vengono inceneriti rilasciano tutti questi agenti inquinanti molto tossici e pericolosi, che vanno a rilasciarsi nelle falde acquifere, suolo e aria, in oltre la loro leggerezza li porta ad essere trasportati nel vento e finire nei fiumi o intrappolati fra gli alberi, intasare tombini ed essere anche ingeriti dagli animali. Non e pero solo un problema ambientale, poiche va ad interessare anche l’aspetto sanitario, infatti mascherine e guanti potrebbero essere state indossate da persone inconsapevolmente positive e abbandonando questi dispositivi potrebbe far nascere un rischio di contaminazione, ad esempio un bambino potrebbe prenderle in mano, oppure camminandoci sopra potremmo a nostra volta veicolare il virus. Questo problema e da affrontare, non solo a livello istituzionale, ma anche con una informazione adeguata ai cittadini.