A50 – A51

di STEFANO DE GRANDIS

Oltre 100 Km di lunghezza complessiva, una media di 250.000 transiti giornalieri, 90km/h. E’ il più ampio sistema di tangenziali d’Italia. Chiamata anche A 50 e A 51, la circolare milanese non è solo asfalto. E’ un confine geografico vivo, basta perdersi nei suoi intorni per veder respirare questa membrana che permette a Milano di essere quella per cui la conosciamo, con i suo aperitivi, la sua frenesia lavorativa, e le sue week. Ai margini della città ha trovato posto tutto ciò che non ci sta dentro. Lungo il suo percorso troviamo i grossi poli logistici e le aree industriali, carceri e cimiteri e poi ancora enormi centri commerciali, due kartodromi, diversi laghi e un campo da golf. “La ovest” è quella più selvaggia, immersa nel parco agricolo sud. Campi di granturco a perdita d’occhio e cascine sperdute, molte delle quali rovina. Se non fosse per “la 63” non diresti mai che Muggiano è nel comune di Milano.

Un borgo silente che vive come se le la grossa metropoli fosse lontana chilometri e chilometri, invece è lì, a portata di mano. Voltando lo sguardo a est si vedono le torri del nuovo quartiere dirigenziale, tendendo l’orecchio a ovest senti il rumore del trattore. “La est” è quella più inserita nel tessuto urbano, invece. I suoi lunghi viadotti attraversano la città e fanno da riparo a tutti quelli che cercano uno spazio tranquillo lontano dal centro. Ci sono le abbazie lombarde, il borgo di Monluè e il quartiere dell’Ortica. Mondi a sé stanti. L’uscita successiva è via Rubattino, sotto il cavalcavia un gruppo di donne prova dei balli sudamericani, la musica proviene dall’abitacolo dell’auto parcheggiata a pochi metri. “La est” offre anche questo. Alla sera la luce del tramonto insegue gli automobilisti dallo specchietto retrovisore. All’area di servizio di San Giuliano un ragazzo fa l’autostop, un camion in uscita si ferma e lo carica. Direzione Genova.

A50 - A51