21 febbraio 2020 – 21 febbrario 2021

di CARLO COZZOLI

L’Italia è uno dei primi paesi dopo la Cina ad essere travolto dalla pandemia di COVID19. In marzo e aprile 2020 durante la prima ondata di coronavirus l’epicentro italiano è la Lombardia, la regione nel mondo che ha registrato più decessi con COVID19 nei primi mesi del 2020, oltre quindicimila, un’intera generazione di anziani scomparsa in solitudine nel primo quadrimestre dell’anno. A marzo 2020 negli ospedali della Lombardia, i reparti di terapia intensiva sono saturi, i dispositivi di protezione e le bombole di ossigeno scarseggiano. Alcuni pazienti vengono trasferiti in altre regioni italiane dove la pandemia non è ancora arrivata intanto si montano i primi tendoni da campo per ospitare gli infetti. In queste settimane il personale medico travolto dall’adrenalina e dalla novità del virus prova a salvare più vite possibili, ma il sistema sanitario è al collasso. In Aprile il numero di persone che necessità di assistenza medica continua a salire, migliaia di infermieri sono infetti da COVID19 che li costringe alla quarantena, mentre l’Esercito Italiano preleva le centinaia di bare che si accumulano ogni giorno in depositi improvvisati o chiese, trasportando le salme fino ai crematori. In seguito al primo lockdown totale in Italia, si è rallentata la diffusione del virus, le alte temperature estive, la diminuzione dei decessi da coronavirus, ha dato speranza in molte persone, che si è sciolta in ottobre. Dopo l’estate, il Paese è stato travolto una seconda volta dal virus, causando più morti della prima ondata COVID. A Dicembre 2020 arrivano le prime buone notizie dai vaccini anti COVID ed il 27 dicembre 2020 iniziano le prime vaccinazioni a persona medico ed ospiti di case di riposo. Un drammatico racconto in prima linea nella lotta contro il COVID19 in Lombardia, una delle regioni al mondo più colpite dal virus.

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