Fedele alla Linea. Agenzia Fotogramma la Repubblica

28 Gennaio 2022. Agenzia Fotogramma, in collaborazione con La Repubblica ci porta in uno degli studi simboli di Milano: quello di Osvaldo Cavandoli padre della famosa “Linea”. Un vero e proprio reportage, viaggio nel passato e nei ricordi di uno dei più grandi animatori e fumettisti del 900. Nelle intenzioni del figlio Guido la volontà di riaprirlo al pubblico, grazie alla collaborazione dell’associazione culturale Compagnie Malviste e un crowfunding con l’obiettivo di realizzare questo sogno.

La Linea di Osvaldo Cavandoli

Per i pochi che non lo sapessero, Linea è un personaggio animato e costituito da una linea infinita di qui è parte integrante. L’idea di base era semplice tanto quanto rivoluzionaria: un omino che percorreva una linea, senza apparente conclusione, incontrava vari oggetti e situazioni che di volta in volta davano inizio a situazioni surreali, interagendo continuamente con il proprio disegnatore, rappresentato da una mano con matita.

Linea non parla, borbotta con un linguaggio tutto suo e poco comprensibile. Siamo nel 1969 e Cavandoli comincia a proporre il suo personaggio a diverse agenzie pubblicitarie che realizzano filmati per il famoso “Carosello” in onda sulla rete Rai, ai tempi unica emittente televisiva in Italia.

Ne rimase sbalordito Emilio Lagostina, titolare dell’omonima industria di pentole, che la volle per i suoi spot. Qui nasce il successo de La Linea che sarà protagonista, non solo in Italia, con una serie di fumetti, merchandising e animazioni ad hoc diventando una delle serie cartoon di culto amate e imitate dagli animatori di tutto il mondo.

Nello studio delle meraviglie

Ciò che colpisce nella creatura di Cavandoli, a distanza di decenni, è l’estrema capacità sintetica nel riuscire a riunire una serie infinita di richiami (umoristici, di attualità e surreali) in due soli elementi come lo schermo nero, o blu, e una linea bianca. Tali situazioni, anche oggi, riescono a divertire attraverso una potenza espressiva fuori dal comune e che merita di essere ricordata e tramandata.

Lo sa benissimo il figlio di Cavandoli, Sergio, che vuole riaprire al pubblico il famoso studio di via Prina, a Milano, chiuso da ormai 15 anni attraverso un crowdfunding sul sito www.retedeltono.it.

Racconta Sergio:

Con le visite in realtà abbiamo già iniziato da un paio di mesi. Ed stato sorprendente quel che è successo: diversi dei partecipanti erano disegnatori e artisti allievi di Cavandoli, che hanno dato disponibilità ad animare le iniziative che verranno (fonte la Repubblica.it)

E aggiunge:

Tutti conoscono Linea, ma pochi il nome del suo creatore: riaprire lo studio servirà anche a questo. (fonte la Repubblica.it)

Recuperare lo Studio di Cavandoli farà ritrovare a Milano e all’Italia l’omino disegnato con una sola linea e delle sue continue interazioni con il disegnatore. Ma ancor di più farà ritrovare alla zona e al quartiere un simbolo che è ancora vivo nei ricordi di chi, Osvaldo, lo ha conosciuto veramente.

Dice Alvise Campostrini, presidente de le Compagnie Malviste, associazione di promozione culturale e sociale impegnata in progetti di rigenerazione urbana:

Se sapremo riaprire lo studio di Cavandoli restituiremo un tassello mancante al quartiere, alla città e ai suoi abitanti, valorizzando al tempo stesso l’opera di un artista che, ancora oggi, ha una grande influenza. (fonte la repubblica.it)